I.I.S. CARRARA • NOTTOLINI • BUSDRAGHI
Lucca
Desco 8 dicembre

tavolo

Francesca è arrivata con i ravioli fatti in casa, Federica con la farinata; Adriana ha pensato alle polpette, mentre Domenico alla trippa lucchese; Lorenzo ha cucinato la ribollita e la pappa al pomodoro, Rita invece lo sformato di finocchi; Silvia, Monica ed Alessia, dal canto loro, hanno preparato le torte, di riso la prima, di neccio la seconda, di amaretti la terza; Maria ha seguito per il dolce una ricetta della nonna…
C'è una grande fermento intorno alle tre tavole che vanno lentamente riempiendosi e ai fornelli. Il suggerimento per tutti era stato: “Porta e condividi”.

Siamo al Desco, la tradizionale mostra-mercato che si svolge presso il Real Collegio di Lucca ogni anno nell'ultimo fine settimana di novembre e nel primo di dicembre e che richiama una moltitudine di persone, amanti dei prodotti tipici e delle produzioni di qualità. È la giornata conclusiva, l’8 di dicembre, festa dell’Immacolata Concezione, e fra poco calerà il sipario sulla manifestazione. Ma l'appuntamento di quest'anno celebra un evento, il primo sul territorio lucchese della neonata “Comunità Slow Food del Foro Boario”.[1]

vitalii persone
 Momenti della serata

Studenti, genitori, docenti, ex docenti, collaboratori scolastici del Busdraghi sono arrivati portando con sé qualche piatto preparato a casa, cercando  di interpretare a loro modo il tema della serata: “Dal campo alla cucina, usi e riuso”.lisi

Si sono rispolverate le ricette della  cucina povera come il pancotto, la zuppa di erbi, la trippa, le polpette, la torta di verdura; ricette tipiche della cucina popolare di un tempo, quando la cultura contadina e le scarse risorse economiche imponevano di non buttare via niente, di riciclare con intelligenza ogni avanzo di cibo, di valorizzare tutti i prodotti che l’orto, il pollaio, il campo, il vicino di casa offrivano nelle diverse stagioni dell’anno.

Arte povera e difficile quella della cucina di un tempo è vero, ma carica di valori simbolici e di significati profondi, sempre in equilibrio con le stagioni e con le produzioni agricole, proiettata naturalmente alla condivisione e alla relazione con gli altri, alla creazione, cioè, di comunità.

“Non è importante ciò che si mangia, ma con chi si mangia”, diceva saggiamente mia zia, sempre felice di poter condividere con chi andasse a trovarla quel poco o tanto che cucinava sempre con amore. “È facile preparare qualcosa quando il frigo è pieno, il difficile è mettere in tavola qualcosa quando non c’è nulla”, usava dire sua madre, mia nonna, nata agli albori del secolo scorso in una famiglia mezzadrile che coltivava uno dei tanti poderi del signorotto di paese. Era l’arte del sapersi arrangiare. Dell’usare l'essenziale. Era una forma di economia che oggi definiremmo circolare, in cui non esisteva la parola “rifiuto”, perché niente era gettato via, ma tutto veniva riusato, riciclato, valorizzato in qualche modo.

bambini

Ma la serata non ė stata solo all'insegna del “porta e condividi”. È stata anche l'occasione per riflettere sulla importanza della filiera corta, della cultura identitaria locale, dell’importanza della biodiversità alimentare e della stagionalità delle produzioni agricole, guidati in ciò dalla Comunità Slow Food del Foro Boario.

Promotore e animatore della manifestazione è stato il prof. Tommaso Bambini, che ha distribuito compiti, coordinato i lavori fra studenti e docenti, sollecitato adesioni, tessuto relazioni affinché la manifestazione  riuscisse. Stefano De Ranieri del ristorante “I Mecenate" e Francesco Funaioli, rappresentante di Slow Food a livello locale, a loro volta hanno organizzato l'evento, individuando i compiti e coordinando le attività degli agricoltori, dei ristoratori, della scuola e dei consumatori.

In calce all'articolo è possibile scaricare il ricettario della tradizione lucchese preparato dai partecipanti.

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[1] La “Comunità Slow Food del Foro Boario” si è costituita nel mese di ottobre di quest’anno ad opera di gruppo eterogeneo di persone (contadini, cittadini, ristoratori, studenti, insegnanti) che frequentano abitualmente il Mercato Contadino del Foro Boario di Lucca. Pur eterogeneo nella provenienza, la comunità è accomunata dalla consapevolezza che:

  • le scelte quotidiane, a partire dal cibo messo in tavola, abbiano una dimensione politica e contribuiscono a cambiare il mondo;
  • occorra garantire a tutti, nessuno escluso, l’accesso a un cibo buono, pulito e giusto;
  • sia sempre più impellente la salvaguardia della terra e del mare;
  • occorra promuovere una biodiversità alimentare e una educazione agroambientale delle giovani generazioni.

Fanno parte della Comunità, oltre all'Istituto Tecnico Agrario “Nicolao Brancoli Busdraghi" di Lucca, Stefano De Ranieri proprietario del ristorante “Il Mecenate" e Francesco Funaioli rappresentante a livello locale di Slow Food.

Alessandro Giannini

Pubblicata il 13 dicembre 2019

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