Nuova lettera del Dirigente Scolastico

Allego la circolare 5 con i miei saluti e le indicazioni di inizio anno scolastico e riporto le seguenti mie considerazioni sulla situazione della sicurezza al Carrara. Allego anche le mozioni approvate dal Consiglio d'Istituto, dal Collegio dei Docenti, dalle rappresentanze sindacali d'Istituto, in merito al trasferimento del Civitali-Paladini con occupazione di parte delle aule del Carrara.

Lucca, 15 settembre 2018 - Facciamo un po’ di chiarezza …

Su vari organi di comunicazione in questi giorni sono usciti dei titoli assolutamente impropri rispetto alla situazione reale dell’Istituto Carrara – e dire impropri è un eufemismo! La sede dell’Istituto Carrara è una delle più sicure sedi scolastiche della provincia di Lucca ed anche per questo motivo è stata individuata per rispondere all’emergenza della sede Paladini-Civitali: non riuscendo nel brevissimo tempo estivo a predisporre altri edifici con le dovute garanzie di sicurezza, la Provincia ha scelto quella scuola che aveva una situazione logistica favorevole (la posizione sulla circonvallazione di Lucca ben servita dai mezzi pubblici) e standard di sicurezza ritenuti già adeguati a sopportare carichi maggiori di studenti. Ciò non sarebbe stato possibile in altre scuole, dove sono ai limiti – non so se anche superati – dei vincoli prescritti per la sicurezza. Eppure è la nostra scuola che viene descritta come non sicura! Questa istituzione scolastica, già con le dirigenze che mi hanno preceduto, con le segnalazioni pressanti dei docenti e soprattutto con le rilevazioni tecnicamente puntuali del personale non docente, ha sempre messo in evidenza le criticità – che in ogni anno scolastico ed in ogni scuola si rinnovano continuamente – per dare agli studenti un servizio di Istruzione di qualità, nel rispetto del diritto allo studio, diritto tutelato dalla Costituzione. Se abbiamo avuto ed abbiamo dei cantieri adiacenti al corpo centrale della scuola, non è perché questa scuola è fatiscente, ma perché noi e la Provincia di Lucca abbiamo fatto negli anni una programmazione a lungo termine prima che si determinassero condizioni di pericoloso degrado strutturale. Perché in altre scuole questa programmazione non c’è stata? Forse che studenti, docenti, genitori ed altro personale scolastico non vedevano il progressivo degrado? Forse che non hanno reso pubbliche le criticità come invece noi nel rispetto della trasparenza abbiamo sempre fatto, magari rimettendoci anche in termini di capacità di attrarre iscrizioni? Non posso accettare che chi, come noi, “solleva i problemi” venga additato farisaicamente come qualcuno che “ha dei problemi” o che difetta di coerenza perché non fa chiudere la scuola nel momento stesso in cui individua delle criticità. Fin dal 26 luglio ho scritto che se avessi ritenuto di non poter garantire condizioni minime per lo svolgimento delle lezioni avrei preso provvedimenti anche legali nei confronti di chi impediva l’erogazione del servizio di istruzione pubblica. Sono io il rappresentante legale ed il responsabile civile e penale delle condizioni di sicurezza della scuola: pensate davvero che voglia far correre rischi irragionevoli e non sostenibili alla mia scuola ed alla mia persona? Dopo qualche incomprensione dovuta alla dispersione fra le varie componenti scolastiche nel periodo estivo, posso dire che vi è adesso una condivisione di indirizzi fra me, il Consiglio di Istituto, il Collegio dei Docenti ed in generale con la Comunità del Carrara-Nottolini-Busdraghi: non siamo soddisfatti di come la Provincia è intervenuta subito; ancora oggi non abbiamo tutte le aule che volevamo, con il risultato che ci viene imposto dall’esterno di modificare la nostra didattica e di chiudere in uno sgabuzzino il nostro patrimonio museale, mentre altre scuole si fanno vanto delle loro dotazioni, magari poste accanto ad aule non pienamente idonee. Tengo a precisare che non si tratta di volersi chiudere e di mancanza di solidarietà. Ospitiamo gli studenti ed i colleghi del Civitali con comprensione verso quello che stanno passando. Hanno avuto le nostre aule migliori, perché da un punto di vista logistico era l’unica soluzione per avere le scuole separate, come in passato è avvenuto nell’ospitare alcune classi del Liceo Vallisneri, ma non è un problema di aule nuove o vecchie: il nostro istituto si trova a dover allocare 23 classi in 18 aule, non per una mancata nostra programmazione, costringendoci a dismettere alcuni locali museali, di servizio tecnico e di laboratorio, oltre che ad attivare una rotazione delle classi in più aule. Vogliamo sperare che questo nostro sacrificio sia contenuto nei tempi più brevi possibili e che la Provincia possa – e con cognizione di causa pensiamo che davvero possa – trovare altri spazi per darci quel minimo di aule aggiuntive con cui affrontare meglio l’anno scolastico avviato, una volta raggiunto il primo traguardo di dare un tetto agli studenti del Civitali/Paladini ed insieme di riqualificare alcune parti della nostra sede, per il quale riconosciamo il forte impegno dei tecnici e delle maestranze della Provincia. Se dovessimo riconoscere, insieme agli organi collegiali, che il protrarsi di condizioni disagevoli causasse irreversibili danni alla nostra didattica, saremmo costretti ad adire a vie legali contro chi non è stato capace di trovare soluzioni migliori di quelle attuali.

Riguardo le certificazioni vi sono errori di fondo e di interpretazione. Tutti gli anni i dirigenti scolastici chiedono agli Enti Locali le certificazioni antincendio, di staticità, di applicazione di criteri antisismici, di idoneità degli impianti, non perché ogni anno debbano essere prodotte ex novo. La legislazione attuale impone la presenza di tali certificazioni al momento della consegna di locali nuovi o strutturalmente modificati con aggiunte sulle dotazioni esistenti. Ad esempio l’aggiunta di un piano con innalzamento del tetto, l’aggiunta di un ascensore o di un vano scale. In mancanza di queste aggiunte continua a valere il certificato già presente, anche se di molti anni addietro. Perché allora noi dirigenti li chiediamo comunque? Perché ogni anno vi sono interventi degli Enti Locali per i quali non siamo noi i Direttori dei Lavori, anzi spesso non abbiamo nemmeno i progetti dettagliati di questi interventi. Ecco che allora le richieste di conformità e di certificazione forniscono formalmente alle scuole le indicazioni per essere sicuri che non siano state fatte variazioni strutturali e per poter disporre nel modo migliore le varie attività. I legislatori, di tutti i colori politici, finora sono stati concordi nel non dare agli Enti Locali l’onere di provvedere ogni anno ad esperire costose perizie; sapete cosa invece hanno fatto? Hanno dato la responsabilità (vedi D.lgsl. 81/2008, ex 626 …) ai Dirigenti Scolastici ed ai Responsabili della Sicurezza, della Prevenzione e della Protezione di farsi carico civilmente e penalmente di disporre gli ambienti e le attività scolastiche attraverso una serie di procedure a cui attenersi scrupolosamente, anche in difetto dell’ultima versione di qualche certificato. Attenzione: i dirigenti scolastici e gli RSPP devono conoscere la normativa sulla sicurezza come i tecnici degli Enti Locali, per poter valutare ed intervenire qualora riscontrino delle non conformità. E’ adempiendo a questo nostro ruolo che finora ci siamo mossi, cioè verificando le situazioni effettive e valutando i rischi connessi: è un nostro precipuo compito, che comporta una responsabilità enorme, di gran lunga superiore ai nostri stipendi che sono poco più di un docente a fine carriera e non come altri dirigenti della pubblica amministrazione di cui condividiamo solo il titolo di “Dirigente”. Siamo noi, con le nostre circolari e i documenti inerenti le procedure di sicurezza, che sopperiamo alle difficoltà degli Enti Locali di riuscire a gestire tutte le particolarità scolastiche, nell’ottica di quella che si chiama con una parolona “sussidiarietà” e che è un principio della Pubblica Amministrazione. Potete ora capire meglio le parole che ci ha oggi trasmesso l’Architetto Francesca Lazzari, in risposta ai nostri solleciti ed in relazione alle certificazioni precedenti:

“Il Blocco A è stato oggetto di recenti lavori di ristrutturazione e miglioramento sismico, adeguamento impiantistico e efficientamento energetico che si sarebbero completati con l’ultimazione dei lavori del Blocco C. Non c’è quindi necessità di confermare la sussistenza dei requisiti per le aule interessate dall’intervento  per le cui lavorazioni sono state rinnovate le precedenti certificazioni collegate all’agibilità originaria del fabbricato nel suo complesso.

La situazione di stallo che si è venuta a creare a seguito della risoluzione del contratto di appalto dei lavori con la Ditta appaltatrice, ci ha portato alla conclusione di optare per una certificazione in stadio intermedio, al fine di attestare la sussistenza dei requisiti di sicurezza per la consistenza attuale dell’immobile e del suo carico di affollamento. Pertanto, in relazione al rispetto della normativa antincendio, per l’intero plesso scolastico nella sua attuale e transitoria conformazione (in attesa della riapertura del Blocco C oggi dismesso), è stato presentato al Comando provinciale dei VVFF l’esame progetto contenente le verifiche necessarie a valutare la rispondenza dell’edificio al massimo affollamento stimato: è in corso di rilascio il parere. Ciò ha comportato di anticipare alcuni lavori per il completo adeguamento del complesso in questa fase transitoria, opere previste nel progetto sottoposto a parere e già verificate nel corso delle riunioni con i tecnici del Comando provinciale, la cui attuazione è in fase di completamento.

Per il Blocco B, che non è stato interessato da lavori di ristrutturazione a livello strutturale, gli interventi hanno riguardato la ordinaria manutenzione finalizzata a ripristinare condizioni di decoro, adeguata fruibilità e accessibilità degli spazi ai vari piani, funzionamento degli impianti compreso l’impianto ascensore che è stato oggetto di riparazione con sostituzione della scheda elettronica di comando dell’apertura/chiusura porte e risulta funzionante. Idonea la dotazione dei servizi igienici ai vari piani, tutti funzionanti. E’ stata ripristinata la via di esodo con la revisione dell’intero percorso che dalla scala di emergenza esterna, posta sul lato nord, conduce al cancello su Via A. Grandi. E’ stato effettuato l’intervento di ripresa del calcestruzzo a faccia vista sopra la porta di uscita di emergenza a piano terra, lato biblioteca.

Il Blocco D, anch’esso non interessato da lavori a livello strutturale, è stato oggetto di un intervento di messa in sicurezza dei soffitti che presentavano fenomeni di sfondellamento che ha consentito di recuperare la piena funzionalità di tutti gli spazi destinati a laboratori; è stato smantellato il laboratorio degli attrezzi antichi e al suo posto sono state ricavate due aule. Si è provveduto ad effettuare un intervento di tinteggiatura nelle parti oggetto di intervento e in altre zone particolarmente critiche.

A seguito dei lavori è stato effettuato un servizio di pulizia straordinario per tutta la sede che ha supportato l’attività del personale delle due scuole.

L’impianto antincendio è stato oggetto di verifica di manutenzione per quanto riguarda il gruppo antincendio e le relative manichette ai piani: sono stati rilevati valori idonei per pressione e portata; è previsto nei prossimi giorni un intervento di manutenzione sul gruppo motopompa.

Inoltre si precisa che, riguardo alle segnalazioni fatte, ad oggi rimangono da completare i seguenti interventi per i quali si provvederà a dare attuazione entro il più breve tempo possibile:

- Ripristino della tubazione di alimentazione impianto riscaldamento aula a gradinata e palestra: installazione e allaccio della tubazione entro la fine di ottobre per consentire il regolare funzionamento alla data di accensione dell’impianto (che per la città di Lucca è stabilita al 1 novembre).

- erogazione acqua nel laboratorio di Chimica e al pilozzo del vano adiacente l’ascensore a piano terra del Blocco B:  controllo e intervento entro fine settembre

- collegamento telefonico e campanella: saranno fatti gli interventi necessari a garantire la autonoma funzionalità delle due scuole”.

 Capite quindi perché non abbiamo nuove certificazioni: d’altra parte, come ho già detto, non è che noi presidi possiamo stare con le mani in mano ad aspettare nuove certificazioni per poter avviare la scuola, ma dobbiamo comunque noi verificare che non vi siano problemi ad esempio riguardo l’antincendio e la condivisione delle vie di fuga; già dai contatti sin qui intercorsi ed anche nei prossimi giorni sono previste verifiche in tal senso. Cautelativamente e considerando che ci mancano diversi supplenti annuali, ho disposto – insieme con il Civitali – che nei primi giorni di scuola si faccia un orario ridotto in due turni antimeridiani, così che i docenti a disposizione possano coprire tutte le ore e si riduca il numero di alunni contemporaneamente presenti, in modo che ci si trovi al di sotto di ogni preoccupante livello di rischio.

 Proprio perché il nostro impegno è continuo ed attento, non possiamo accettare che persone non qualificate esprimano giudizi sommari e che gli organi di comunicazione le amplifichino banalizzando e così falsificando le situazioni.

 I ragazzi della Consulta degli Studenti, alcuni genitori, alcuni politici, si sentono in diritto/dovere di cavalcare la situazione erigendosi a paladini della sicurezza scolastica: bene, qualcuno mi fa anche simpatia, ma si studino meglio la materia prima di pontificare! Se vogliono cambiare l’Italia devono prima cambiare le leggi che tutti hanno prima o dopo contribuito ad edificare e che hanno prodotto una giungla interpretativa in cui tutti hanno ragione e tutti torto, a danno dell’efficienza e dell’efficacia amministrativa. Studiate di più, informatevi e date più ascolto e fiducia ai presidi che hanno sulle spalle l’onere di garantire la sicurezza, sempre che le vostre intenzioni non siano solo quelle di sfruttare le criticità altrui per qualche vostro interesse personale o di gruppo … Soprattutto cercate di conoscere meglio le leggi: lo slogan “la fantasia al potere” è suggestivo ed apprezzabile, ma “l’ignoranza al potere” non è accettabile!

 Scusatemi per questa mia lunga comunicazione, ma la complessità era tale che non potevo condensare tutto in poche parole. E poi se io fossi bravo a fare battute al volo … avrei fatto il cabarettista oppure il politico!

 Il Dirigente Scolastico prof. Cesare Lazzari


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