Avrebbero potuto operare un’altra scelta, legata alla gestione delle proprie problematiche, ma hanno deciso di dedicare l’Assemblea d’Istituto al Giorno della Memoria. La mattina del 27 gennaio, infatti, gli studenti dell’ITE “Carrara”, per mezzo dei loro rappresentanti, hanno autonomamente organizzato una serie di interventi per ricordare in modo costruttivo e scevro da ogni retorica la “Shoah”, ricercandone un’articolata e corretta contestualizzazione storico-culturale attraverso la collaborazione dei propri insegnanti e di esperti del settore, diversificando, altresì, le proposte a seconda dell’età e degli interessi del pubblico.

Agli allievi del biennio, infatti, hanno riservato la visione di due film -“Una ladra di libri” e “La vita è bella”- mentre gli alunni del triennio sono stati coinvolti nella partecipazione a tre incontri, uno dei quali, tenuto dal prof. Roberto Rossetti, dell’Istituto storico della Resistenza e dell’Età contemporanea, sul tema “Antigiudaismo, razzismo e antisemitismo”.

Il docente ha dialogato con la platea intersecando opportunamente percorsi didattici sperimentati, ma con articolazioni, approfondimenti e un costante ricorso a testi e ad altre fonti, anche iconografiche, che hanno saputo tenere alta l’attenzione dei presenti. Non sono mancati riferimenti a J.K. Lavater, F.J. Gall, J.A. de Gobineau, C. Darwin, al “Manifesto della razza”, ai “Protocolli dei savi Anziani di Sion” ed alla “Conferenza di Wannsee”. Numerosi i dati relativi al territorio comunale, provinciale e regionale che hanno consegnato un’immagine oggettiva, in termini di incidenza sulla popolazione e di persecuzione subita, della realtà ebraica locale. Molte e qualificate le domane degli studenti, interessati a cogliere le ragioni profonde dell’odio verso gli Ebrei, la natura dei rapporti fra Americani e forze partigiane e, al di là dell’enciclica “Mit brennender Sorge”, del ‘38, le motivazioni degli ineludibili silenzi della Chiesa cattolica, durante la guerra, sulle condizioni tragiche di un popolo condannato allo sterminio.

Di eguale interesse gli interventi della prof.ssa Alessandra Mazzei e del prof. Claudio Quiriconi, entrambi docenti presso l’Istituto “Carrara”. La prof.ssa Mazzei, dopo un’accurata ricostruzione delle persecuzioni contro gli Ebrei all’indomani dell’occupazione tedesca della Polonia, si è soffermata in particolar modo sull’analisi della poesia introduttiva del romanzo “Se questo è un uomo”, di Primo Levi, e sul quinto capitolo, “Le nostre notti”, in cui l’autore affronta il tema della paura di non essere creduti. Il prof. Quiriconi, da parte sua, ha preferito sondare alcuni aspetti, non sempre adeguatamente conosciuti, della vita all’interno dei campi di concentramento, illustrando le peculiarità degli esperimenti di J. Mengele sui bambini internati. Particolarmente toccante la storia dei venti bimbi ebrei (M.P. Bernicchia, “Chi vuole vedere la mamma, faccia un passo avanti”) che, dopo una lunga peregrinazione in Europa, hanno conosciuto prima l’internamento ad Auschwitz-Birkenau, poi a Neuengamme dove, ingannati dalla prospettiva di vedere la propria madre, venivano irretiti nei più disumani esperimenti medici. 

Marina Giannarini

                                               (già pubblicato da "La Gazzetta di Lucca", "LoSchermo" e "Lucca in Diretta")

 

 

 

 

 

 


Pubblicata il 01 febbraio 2018