L'I.I.S. "Carrara-Nottolini-Busdraghi secondo gli ispettori del MIUR

Tre giorni di interviste individuali e di gruppo, un via vai di genitori, insegnanti, studenti, segretari e ausiliari che si alternano negli incontri mattutini e pomeridiani organizzati dagli ispettori del Nucleo esterno di valutazione (Nev): questa l’esperienza, del tutto inedita, che, a dicembre, ha coinvolto l’Istituto di Istruzione Superiore “Carrara-Nottolini-Busdraghi”, sorteggiato dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca attraverso una procedura di campionamento casuale. Previsto dalla normativa vigente, il Nev ha il compito di analizzare le realtà scolastiche sottoposte  alla sua osservazione e valutarle sia in rapporto all’immagine che hanno di se stesse -la quale emerge dal Rapporto di autovalutazione (Rav) che sono tenute a compilare- sia in relazione a quanto il nucleo esamina liberamente, autonomamente e criticamente avvalendosi di tre ispettori: un dirigente tecnico del MIUR, un esperto che proviene dal mondo della scuola italiana ed un altro, esterno ad essa, con competenze maturate nella ricerca sociale (nella fattispecie, i professori Roberto Martini, Sebastiano Pulvirenti e Luca Caterino).

La rielaborazione dei dati, che ha richiesto alcuni mesi prima del feedback, ha di recente consegnato all’Istituto e all’opinione pubblica il profilo di una scuola che ha saputo innanzitutto guardare a se stessa con occhi sinceri e onesti, visto che la relazione del Nev ne conferma sostanzialmente la visione riguardo ai punti sia di forza sia di debolezza che la contraddistinguono.

Assai numerose le informazioni, raccolte nel rispetto di indicatori puntuali e articolati, sulle quali il nucleo di valutazione ha riflettuto, a cominciare dal contesto cittadino, di livello medio-alto, in cui la scuola opera. Frequentata da più di mille studenti, essa appare del tutto estranea a situazioni significative di disagio, con “alunni stranieri di seconda generazione perfettamente integrati nel gruppo classe” e docenti che si caratterizzano per “l’alta stabilità”. L’atteggiamento “propositivo da parte di tutte le componenti della scuola” conferma la sua “sensibilità per le esigenze dei singoli e delle istanze che provengono dal contesto”, così come la propensione, nell’ambito della progettazione, anche curricolare, a venire incontro alle necessità dell’utenza e del territorio, trova conferma nella “tendenza a sperimentare e usare tecnologie innovative”. Confortante l’apprezzamento per la serenità dell’ambiente, la trasparenza e la condivisione sia delle regole sia di “rubriche” finalizzate alla valutazione del comportamento e del profitto.

Francamente lusinghiero il risultato dell’indagine ministeriale sugli esiti degli studenti, ad una “quota molto elevata” dei quali l’Istituto “assicura il successo formativo”: nonostante “la percentuale di sospensioni del giudizio” a giugno sia, infatti, considerevole, il numero degli “ammessi alla classe successiva” risulta “superiore ai valori di benchmark”. Non solo. Grazie ad un monitoraggio a distanza dei propri ex alunni, compiuto attraverso un questionario predisposto dalla scuola, del quale gli ispettori caldeggiano l’uso nel tempo, emerge che circa “la metà degli studenti prosegue con gli studi universitari e con risultati migliori, in termini di CFU conseguiti” -(crediti formativi universitari)- “per le aree sanitaria e umanistica”. Altrettanto positivo il quadro relativo a “coloro che accedono al mondo del lavoro”, visto che, per quanto li riguarda, “il tasso di occupazione risulta superiore a quello dei benchmark territoriali”.

Nella lunga e dettagliata relazione del Nev, non mancano, infine, gli aspetti sui quali gli ispettori invitano a riflettere e che andrebbero considerati nel piano di miglioramento che, insieme all’autovalutazione, ogni singola scuola è chiamata a redigere. Dal loro punto di vista, infatti, oltre ad una maggiore partecipazione alle prove INVALSI, sinora trascurate, è consigliabile una mirata valorizzazione e pubblicizzazione delle “buone pratiche educative e didattiche” che distinguono l’Istituto. L’obiettivo, a loro avviso, può essere raggiunto sia predisponendo occasioni e spazi interni che agevolino la comunicazione fra gli insegnanti e la condivisione di quanto da loro didatticamente prodotto, sia completando e potenziando “la rete di relazioni” costruita sul “territorio”, con un particolare occhio di riguardo al coinvolgimento dei genitori in eventi periodici.  

Marina Giannarini

 

                                                            (già pubblicato da "La Gazzetta di Lucca" e da "LoSchermo")

 

 

 

 

 


Pubblicata il 04 maggio 2017